lunedì 1 febbraio 2010

Cartoni animati e disabilità


Tempo fa vidi un cartone animato molto interessante e, incuriosita, mi sono un pò documentata su internet… le notizie che ho trovato mi sono sembrate veramente un bell’esempio, a mio parere, di un modo ironico e accattivante di parlare della disabilità.
Steve Box e Nick Park, per capirci gli stessi autori del più famoso cartone animato “Wallace & Gromit”, hanno prodotto una serie a cartoni con sei personaggi differenti dai soliti: infatti sono tutti disabili fisici. I sei simpatici animali sono ispirati a persone vere e sono state doppiati da veri disabili. Sul sito www.creaturediscomforts.org, cliccando sul disegno di ogni personaggio-animaletto si apre la presentazione della persona in carne ed ossa a cui il personaggio è stato ispirato e che lo ha doppiato , con la sua foto e il racconto della propria situazione di disabilità. La serie è realizzata con la tecnica dello stop-motion, è ricca di humor, ed ha come protagonisti il riccio Peg e la lumaca Spud, ambedue su una sedia a rotelle, la tartaruga Tim con le stampelle, il bassotto Flash, con un carrellino al posto delle gambe posteriori, il cane Brian privo degli arti posteriori, l’insetto Slim che si appoggia ad un bastone. Ho anche letto che Nick Park e il suo team della Aardman Animation hanno lavorato in collaborazione con l’istituto di beneficienza Leonard Cheshire Disability (www.lcdisability.org) organizzazione inglese che lavora per l’assistenza ai disabili e la lotta ai pregiudizi sulla disabilità, per costruire una campagna di informazione, indirizzata ai bambini (ma servirà anche agli adulti) sui portatori di handicap. Per vedere i video della campagna basta iscriversi sul sito di Creature Discomforts. Mi sembra veramente un bel modo per affrontare un tema delicato e promuovere conoscenza e impegno senza dimenticarsi di sorridere! No?

Silvia Adiutori

2 commenti:

  1. Ciao Silvia,
    il tuo editoriale mi piace molto perchè porta l'ironia dove spesso altri stati d'animo provalgono. Questi animaletti sono prorpio divertenti e la loro condizione passa quasi in secondo piano, anzi forse non sarebbero così se fossero animali e basta. Estremizzare la disabilità, renderla ironica, sono modi per "normalizzare", e rendere visibile quello che c'è oltre le gambe ferme, le braccia piegate, la carrozzina o....è guardare le cose da un punto di osservazione diverso,....come mettere il Bambinello nel presepe...di colore.

    Fernando

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  2. Ciao Fernando, anche a me era piaciuta molto l'idea di utilizzare l'ironia e l'arte per affrontare temi "difficili", spesso tabù. Questi animaletti non suscitano pena, forse tenerezza sì ma comunque le loro disabilità in effetti passano in secondo piano e quello che rimane è la loro esistenza, il carattere...
    Insomma, mi fanno sentire libera anche di provare antipatia e questa mi sembra una grande libertà!

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