venerdì 5 novembre 2010

CRISI E CREATIVITA'


Non ridete, ho fatto un anno di spada giapponese, esperienza fondamentale della mia vita per il semplice fatto che nel momento in cui mettevo la mano sull’elsa della spada per sguainarla (tranquilli la spada era di legno) sapevo già che comunque sarebbero andate le cose io sarei morta.
Che c’entra con la creatività direte. C’entra e come. Prendo la penna in mano (ormai è una metafora, visto che scrivo al computer) e so già che scriverò una cazzata. Ma non desisto, ci provo Ci provo comunque, rileggo, rileggo le parole scritte e non riconosco più da dove le ho scritte, da quale parte di me vengono, sembrano false, luoghi comuni, banalità. Continuano ad uscire da un dove che non è più, ma è quello che so fare, l’urgenza di allora diventa sclerosi di oggi. Angoscia sottile, forse semplicemente ansia. Ci riprovo. Riprovo a proferir parole per cercare un altro da dove, come a cercare un parte di una nuova me sensibile, un risveglio che sento e che non trovo. Aspettare il senso e la sensazione, forse anche un dolore nuovo. E’ la pratica che cerco, è la pratica che invoco. La pratica dell’arte, della mia arte, e mi rassegno all’esperienza, di non scrivere, ma descrivere, senza più cercare, senza più aspettare lo svelamento di un senso. Arriverà, la scrittura non tradisce.

Mariella Sassone

Nessun commento:

Posta un commento